Riprendo il tema censura dal blog di quella cosa sicca di Nadietta (o.o), aggiungo qualche riflessione e qualche considerazione che, volontariamente o meno, il mio cervello ha elaborato durante la lettura di quelle righe…
Anche se la prima reazione è un misto tra incredulità e risate, e se dalla prima analisi il danno sembra non andare oltre al lato puramente “artistico” della faccenda, penso che il problema sia ben più assurdo di quello che sembra.
Le ragioni, tra le tante, che vengono portate avanti da chi si occupa di quest’opera di censura (come già riportato nell’articolo di cui sopra) sono le seguenti:
“ rari casi di interi episodi eliminati ma sono comunque casi estremi e ben motivati (una censura integrale non è mai ben motivata…) per esempio quando tutto l’episodio raffigura scene e situazioni legate a riti religiosi oppure incentrati su usi e costumi incomprensibili per i bambini italiani, che creerebbero (reggetevi forte!!! ) in essi unicamente ansia e confusione.”
Ansia e confusione… interessante… La mia visione sulla faccenda è un pizzico diversa devo ammettere, ma minuzie…
Cosa c’è che fa tanto paura al sistema da portare a voler tappare gli occhi dei nostri poveri pargoli quando vedono un giapponese che va al tempio? Certo che se al tempio il nostro amichetto dagli occhi a mandorla trovasse un arena su cui picchiarsi a sangue con John Cena, o se ci fossero le veline seminude a fare lo stacchetto forse il trauma sarebbe minore, anzi quasi un sollievo! Perchè i bambini devono essere derubati del sapere, plagiati a conoscere un mondo che è l’unico e il migliore possibile, dove esiste una sola religione, dove la violenza è sport, dove per essere qualcuno devi essere un calciatore (o darla ad un calciatore…), dove le bambine possono giocare con bambole truccate da prostitute (girls with the passion for fashion…) e avere come ideale una modella anoressica, dove tutto questo è consentito ma la visione di un tempio shintoista può creare traumi…
Limitare il sapere e il pensiero nell’età della formazione è, secondo me, un crimine impagabile, condizionare l’esistenza e la personalità di un individuo è una crudeltà fin troppo grande anche se nessuno la considera tale!
Ci vorrebbe una rivoluzione culturale fin troppo radicata per cambiare questa situzione, ma la pseudolibertà di parola e di pensiero della quale godiamo evidentemente ci impedisce di prenderne coscienza. Di certo sottovalutare certi piccoli episodi perchè riguardano solo i cartoni animati non aiuterà di certo, i grandi problemi si riconoscono e risolvono soprattutto quando si manifestano in piccolo, perchè l’assurdità che li contraddistingue ha la stessa qualità, cambia solo in dimensione… Il discorso dei cartoni animati non è la rovina del mondo, non voglio dire questo, è un esempio abbastanza calzante però di questo protezionismo paranoico e nocivo.
Sarò troppo progressista, ma penso che ad insegnare la vita debba pensarci la vita stessa, senza o con pochissimi filtri, giusto una guida, un accompagnamento e non un censore, la fiducia e la responsabilità arricchiscono molto più delle campane di vetro, ma questa è solo la mia opinione, e come tale è irrimediabilmente secondaria, però ve l’ho snocciolata volentieri… a stu prezzo!
Buona continuazione a tutti!
P.s:chi non fosse d’accordo non faccia leggere queste righe ai propri figli o fratellini perchè potrebbero turbarli e creare in loro ansia e confusione ^_^